“Anche questo 2019 non ho fatto niente”

Anche quest’anno ho  finito il mio diario e l’ho riletto per stilare una lista delle cose fatte nel 2019 degne di essere ricordate. Questo perché,  così come ogni anno, non me ne veniva in mente nemmeno una.

Contando che un anno è composto da 365 giorni e che nella mia lista io sono riuscita a mettere si e no 14 giornate, potremmo anche non iniziarlo sto 2020 in realtà… ma ok.

Vediamo se riusciamo a fare di meglio quest’anno.

Dicevo, la mia lista.

1. 10 Gennaio – Ultimo esame.

Dopo tre  quattro anni di università, tante ansie, tanti esami, tante ore in biblioteca e tanti capelli strappati, il 2019 è cominciato chiudendo finalmente i libri e focalizzandomi solo sulla tesi.

2. 20 Gennaio – Primo tatuaggio.

Io la crisi adolescenziale l’ho avuta a 25 anni suonati. Ho comprato una tinta semi-permanente (resto comunque io, quindi crisi fino a un certo punto) e mi sono fatta i capelli color melanzana. Poi sono andata in gioielleria e ho aggiunto altri due buchi per orecchio.

Per tutta la mia vita però mi sono ripetuta che io mai avrei fatto un tatuaggio, perché col cavolo che sarei diventata una madre con degli scarabocchi neri poco identificabili sul corpo.

Mai.

Infatti poi ne e ho fatti due in una settimana. Coerenza prima di tutto.

(però sempre io: quindi piccoli, con linee sottili e nascosti. Sia mai)

3. Primo colloquio.

Che vi devo dire, lo so, un po’ tardi. Essendo una persona molto fortunata non ho mai avuto bisogno di lavorare come fanno tanti studenti.

Infatti non mi hanno presa.

Meglio così con il senno di poi, non sarei dove sono ora.

4. Febbraio – Corso per operatori cinofili

I cani mi piacciono da quando sono piccola piccola, ricordo gli amici dei miei genitori, che a differenza loro avevano un cuore, e non smettevano di ripeterglielo: “ma prendeteglielo un cagnolino a sta bambina”.

Mia madre piuttosto di prendermi un cane si sarebbe lanciata dalla finestra.

La situazione non è mai cambiata, ma mi lasciava lavorare come dog sitter (una litigata ad ogni cane, ma ne valeva la pena)

Il corso è stato estremamente interessante, e quello che ho portato a casa è che tanta gente un cane non dovrebbe averlo. Qui mi fermo.

5. 12 Aprile – La laurea.

Finalmente, causa di tante sofferenze e forti ansie, ho finito l’università e ho potuto avere il mio giorno.

Sono felicissima di averlo passato con quelle che sono le persone a me più care.

Poche, ma buone.

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Uno dei regali di mia madre è stato un set di acquerelli, il disegno continua ad essere un bellissimo modo per allontanarsi dai pensieri frenetici di tutti i giorni.

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7. Ricaduta

Ho ricominciato i farmaci. Ora sto molto bene e ne sono contenta. Non c’è altro da aggiungere, non ci sono commenti da fare o opinioni da avere 🙂

6. Ho guidato per la prima volta una macchina.

Fino a poco tempo fa non sapevo nemmeno cosa fosse una frizione, vivo da 25 anni in una città dove non esistono macchine, cartelli o semafori.

Parto.

Inchiodo.

Maledetti passeggini.

Parto di nuovo.

Oggi non ne azzecco una, ringrazio il cielo che l’istruttore a fianco ha dei pedali sotto ai piedi altrimenti mi avrebbero già messa dentro e buttato le chiavi.

Mi lancio in rotonda senza dare la precedenza al bus, freno troppo avanti allo stop e non vedo il semaforo, faccio una rotonda in terza, faccio una curva in terza, ma dove cazzo corri? Il mio istruttore si controlla la cintura. Andiamo bene.

Dopo un’ora e mezza che vado in crisi, impreco sotto voce e chiedo scusa anche solo per respirare, mi fermo.

Ma che hai oggi? Fai errori su cose che sai benissimo fare.

Sono un po’ stressata.

Per le guide?

Per tutto.

Il mio labbro inferiore comincia a tremolare… non ti azzardare, penso… comincio a veder male per le lacrime..smettila subito, mi ripeto.

Il mio istruttore fa la classica faccia che fanno tutti gli uomini quando vedono una donna piangere e pensano sia colpa loro: panico.

No no no no no no no, andiamo a prenderci un caffè!!

Tiro su col naso, mi asciugo le guance e scendo.

Non è facile, ma prima o poi la patente per forza di cose la prenderò, spero…

7. Luglio – Londra.

A luglio sono andata a Londra un mese e mezzo per house e dog sitting di Giasso, un Weimaraner di un anno.

Ho conosciuto persone nuove, ho vissuto in una città che da sempre adoro e ho fatto la vita che da tanto vorrei: vivere da sola con un cane gigante vicino ad un enorme parco.

Ogni mattina mi svegliavo alle 6 e andavo a passeggiare per i giardini di Kensington con Giasso e gli “amici del parco” che ormai mi ero fatta. Mi svegliavo felice e di buon umore quasi tutti i giorni, cosa rara per me.

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8. Milano

Mi sono trasferita a Milano, ho cominciato un Master, ho conosciuto persone nuove. Vivo con una coinquilina e il suo gatto.

Al momento va tutto bene e sono serena.

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Anche quest’anno non ho fatto nulla di eccezionale, non ho visitato nove paesi, ma sono stata a Valencia insieme ad una delle mie amiche più care, che basta e avanza.

Non ho trovato l’uomo della vita, ma ci sono state persone importanti che mi hanno fatto capire cosa voglio e cosa mi aspetto, e altre a cui invece avrei dovuto dare meno importanza, ma che mi hanno insegnato cosa evitare in futuro.

Il mio blog resta un angolo in cui ogni tanto mi piace rifugiarmi, ma senza la necessità e il malessere con cui scrivevo all’inizio. Scrivo meno, ma è per me una cosa positiva.

Ci riaggiorniamo a Gennaio 2021.

 

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